Storia dell’abitazione: le civiltà Mesopotamiche

9 giugno 2010

Mentre il popolo Egizio, protetto da confini naturali quasi insuperabili, ebbe una storia sostanzialmente statica, quasi del tutto chiusa ad influenze esterne, del tutto diverse furono invece le condizioni delle popolazioni dell’Asia anteriore. Prive di confini naturali precisi, queste terre furono, fin dalle epoche più remote percorse da varie popolazioni che talvolta erano in conflitto e talvolta invece si fondevano.

Fu soprattutto la Mesopotamia, terra fertile racchiusa tra i fiumi Tigri ed Eufrate, ad attirare, con la sua ricchezza, le tribù del deserto e gli abitanti delle montagne circostanti. I frequenti contatti tra popolazioni di origine diverse, per quanto non sempre pacifici, portarono ad un arricchimento reciproco.

Se fu la staticità a caratterizzare le civiltà Egizia, il dinamismo e l’innovazione furono gli elementi propri di quella Mesopotamica. Le popolazioni che si stabilirono nella terra tra i due fiumi, già nel V° millennio A.C. costruirono le loro abitazioni seguendo il modello delle capanne, ma con tecniche e schemi sempre più progrediti.

L’innovazione più evidente fu l’uso di materiali nuovi, come il fango, che non era utilizzato come semplice coesivo tra legno e paglia, ma impiegato in blocchi essicati al sole e giuntati con calcina argillosa, diveniva il materiale costruttivo delle strutture portanti.

Una lunga fase evolutiva di circa duemila anni portò un graduale raggruppamento delle costruzioni e nacquero i primi centri abitati, in cui al tradizionale lavoro agricolo vennero ad affiancarsi attività artigianali e commerciali sempre più articolate e complesse.

La più antica civiltà urbana fu quella dei Sumeri, che  fondarono numerosi ed attivi centri nei quali si svolgeva un intensa vita economica. La ricerca archeologica, particolarmente fruttuosa in questi siti, ha dimostrato che già nelle prime abitazioni era presente una distribuzione degli ambienti funzionale e completa, a cui si rifaranno, con poche varianti costruttive, i popoli che si insedieranno successivamente in questi territori.

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Storia dell’abitazione: gli Egizi

20 maggio 2010

Continuandi nella nostra storia dell’abitazione, un capitolo importante l’hanno sicuramente scritto gli antichi Egizi.

Sembra che il periodo preistorico dell’Egitto si possa paragonare a quello delle altre regioni che si affacciavano nel bacino del mediterraneo. All’inizio del periodo storico si era già passati dalla capanna alle costruzioni in mattoni crudi fatti con il limo del Nilo.

La tipica abitazione, in quest’area, era a pianta rettangolare, con una serie di celle nei lati più lunghi. Le coperture erano per lo più piane e si raggiungevano con delle scale e proprio su tali coperture si svolgeva gran parte della vita degli abitanti, i quali utilizzavano le stanze sottostanti soprattutto per dormire. Tale consuetudine abitativa è ancora oggi riscontrabile oltre che nella fascia del Nordafrica, anche in altri continenti: i cosiddetti pueblos del Sud-Ovest del Nordamerica, che sono tutt’ora abitati.

Le antiche abitazioni egizie, indipendentemente dal ceto medio sociale degli occupanti, mantenevano una tipologia codificata, variando solo nelle forme e dimensioni. Nell’impostazione urbanistica della città egizia prevaleva la divisione in quartieri, definiti per censo: vi erano infatti le case per gli operai, quelle per i ceti medi,  ”borghesi” ed elevati; inserite in proprietà terriere al di fuori dello schema urbanistico vi erano le ville destinate alle classi più agiate.

Le case della classe operaia erano costruite in mattoni ed intonacate don dipinti dai colori vivaci, erano composte da tre vani, in un solo piano; addossate le une alle altre, divise in file da strade, riempivano un’area rettangolare o quadrata all’interno di un muro cieco che delimitava il quartiere. Queste abitazioni non avevano un cortile interno da cui prendere luce, ma avevano delle finestrelle ubicate sulla copertura piana, che consentivano di illuminare i locali sottostanti.

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Storia dell’Abitazione

27 ottobre 2009

Ripari nelle caverne

Ciao a tutti e bentornati.

Cercherò ora, prima di addentrarmi sulle metodiche e tecniche del “costruire sano” di partire dalle origini dell”Abitare”.

Perchè i nostri antenati hanno sentito il bisogno di trovare prima e costruirsi poi un riparo ?

Per rispondere a questa domanda possiamo solo elaborare delle congetture più o meno credibili. Possiamo però prendere spunto, dal punto di vista antropologico dagli usi e costumi di popolazioni che ancora oggi vivono in modi che, forse erroneamente, Noi civili chiamiamo “primitivi”.

E’ chiaro che ad un certo punto il desiderio di una vita più sicura è maturato nell’uomo parallelamente allo sviluppo delle sue capacità intellettive.

Questi progressi lo spinsero probabilmente a costruire un rifugio che con il tempo assunse i connotati di ciò che definiamo “casa”…                                                                                                                                                                   Leggi il seguito di questo post »


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