Prima di addentrarmi a parlare della seconda delle sette regole per costruire una casa a basso consumo energetico, Ti voglio parlare di alcune nozioni utili a comprendere meglio i principi che regolano la costruzione di questi edifici.
A livello internazionale si definisce come casa a basso consumo energetico quell’edificio che ha un fabbisogno annuale di energia inferiore a 70 kWh/m2a e come ”Casa Passiva” inferiore a 15 kWh/m2a.
Per costruire una casa a basso consumo energetico diventa quindi importante agire su più fronti a cominciare dalle dispersioni termiche che vanno ovviamente limitate il più possibile.
Le componenti attive e passive che interagiscono con l’apporto o la dispersione di energia termica sono le seguenti:
- Dispersioni attraverso l’involucro e ventilazione: sono le dispersioni termiche che avvengono attraverso l’involucro edilizio per trasmissione e per ventilazione meccanica o naturale. Sono riferite alla superficie delle murature, dei solai e del coperto a diretto contatto con l’esterno (terreno, aria esterna, altra unità riscaldata o no).Sono espresse in kWh/mq. Dipendono dal livello di isolamento dell’involucro edilizio e dall’efficienza del sistema di ventilazione.
- Perdite di impianto: è l’energia termica dispersa all’esterno dall’intero sistema di riscaldamento, ossia è la somma delle perdite che si verificano nei diversi sottosistemi di impianto: regolazione, emissione, distribuzione e produzione. Questa energia dipende dal progetto dell’impianto, dal tipo di regolazione, dai terminali di emissione, dall’isolamento del sistema di distribuzione e dal rendimento del generatore di calore.
- Apporti gratuiti: è l’energia termica entrante nell’edificio per effetto della radiazione solare e per effetto dei carichi interni all’edificio (luci, persone, apparecchiature). Nel caso della radiazione solare, l’energia entrante dipende dall’estensione delle superfici vetrate e dal coefficiente di trasparenza del vetro. Nel caso dei carichi interni, in fase di progetto, si fa un calcolo standard in funzione della destinazione d’uso dell’edificio e delle superfici in pianta dello stesso.
- Fabbisogno di calore netto per riscaldamento: è il fabbisogno di calore richiesto dall’edificio per garantire una temperatura di 20 °C all’interno, calcolato secondo prEN 13790, come differenza tra le dispersioni attraverso l’involucro e gli apporti gratuiti scalati secondo un fattore di utilizzazione.
- Fabbisogno di energia per acqua calda sanitaria: è il fabbisogno di energia termica per riscaldare l’acqua calda per uso igienico-sanitario,. Questo fabbisogno viene calcolato sulla base di un consumo standard di acqua calda valutao in base della superficie utile dell’edificio. A questo fabbisogno viene sottratto quello apportato dai collettori solari. Anche in questo caso bisogna tenere conto delle perdite di impianto che si verifica nei diversi sottosistemi di impianto, che sono: il sistema di erogazione, di distribuzione e di produzione sopra descritto relativo al fabbisogno netto di riscaldamento. Leggi il seguito di questo post »